Mostra su Emilio Salgari a Torino fino al 5 gennaio

Sarà aperta fino al 5 gennaio 2013 la mostra “Il reale fantastico di Emilio Salgari. Il cronista della fantasia”. L’evento è stato organizzato presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, in occasione dei 150 anni dalla sua nascita e in collaborazione con l’Associazione Eninnu-Valsanicola, l’Istituto Sociale e con il patrocinio della Società Dante Alighieri.

L’eroe di Sandokan e delle mille avventure che hanno divertito e affascinato milioni di ragazzi, sarà omaggiato attraverso un percorso per scritti e immagini.La mostra, infatti, si articola attraverso due percorsi.

Nel primo sono esposti una serie di autografi dello scrittore, le edizioni di alcune opere e le Fonti da cui Salgari traeva spunto per le sue storie. Il secondo è un percorso per immagini: saranno esposti alcuni pannelli raffiguranti francobolli e immagini d’epoca, con citazioni tratte dalle opere dello stesso scrittore.

Emilio Salgari fu uno degli autori più prolifici dell’età moderna. Dalla sua sudata e angusta scrivania uscirono quasi 200 opere. Di queste, come racconta anche la mostra a lui dedicata, molti sono degli apocrifi. D’altra parte, lo stesso Salgari fu “ghostwriter”.
Dopo i primi e clamorosi successi, tra i quali l’indimenticabile “La tigre della Malesia“, Salgari strinse dei contratti editoriali che lo costrinsero a scrivere tre libri l’anno. L’esigenza della scrittura, che lo portava a partorire storie e personaggi di indescrivibile bellezza, cedette il posto al bisogno di sfornare quanti più libri e pagine, per rispondere alle richieste degli editori, dai quali iniziò a sentirsi fagocitato. La frenesia dei ritmi di produzione editoriali condusse lentamente lo scrittore a uno stato di stress insostenibile. Il suo stato fu aggravato dalla sua situazione familiare e dal dolore fortissimo provocato dal ricovero in manicomio dell’amata moglie Ida.

La penna di Salgari, infine, non riusciva più a scorrere come un tempo. Un’infinita amarezza soffocò le sue parole, le stesse che un tempo raccontavano di terre esotiche dai profumi paradisiaci. Terre in cui non ci si annoiava mai.
Così Salgari spezzò la sua penna e corse intrepido verso la morte. Meglio non vedere niente, piuttosto che essere costretti a vedere tutto senza trovare nel mondo più niente di interessante.

Ma Torino lo vuole ricordare come l’eroe di un tempo, come il “cronista della fantasia”, che ancora diverte e stupisce con quelle storie raccolte chissà dove.

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